Il CVC, nel corso della sua attività ultra-centenaria, ha ereditato un prezioso archivio storico ricco di documentazione fotografica che testimonia direttamente l’evoluzione del paesaggio delle valli del luganese nel secolo scorso. Durante il 2013 si è proceduto all’ordinamento dei fondi archivistici storici, appartenenti ai differenti consorzi che si sono susseguiti nel tempo, attività fondamentale che ha permesso la raccolta e l’unione presso un’unica collocazione, ma soprattutto la valorizzazione di documenti di indubbio valore documentario, che da diversi anni giacevano pressocchè ignorati.

L’archivio storico ha una consistenza di circa 350 fascicoli (più o meno compatti) e una quindicina di rotoli (perlopiù planimetrie e mappe del comprensorio consortile), dei quali il 90% sono documenti del Novecento e la restante parte della fine del XIX secolo.

La tipologia di documentazione è abbastanza varia e spazia da normale amministrazione (corrispondenza, contabilità), a atti ufficiali (contratti, accordi, convenzioni) e degli organismi consortili (statuti, regolamenti, costituzioni, verbali) alla vasta gamma delle opere forestali, conosciute come “le grandi opere del passato” (rimboschimenti, premunizioni, arginature, strade, rifugi e antincendio).

L’archivio si compone dei seguenti fondi archivistici: per il 75% ca. di documenti del Consorzio Alto Cassarate (in attività dal 1918-1997), per il 5% di documenti del Consorzio del Basso Cassarate (1918-1997, contemporaneo al CAC), per il 15% di documenti del Consorzio per la sistemazione del torrente Cassarate (sorto tra il 1875-1897 e in attività fino al 1918) e per la restante parte di documenti del Consorzio dell’Alto Cassone.

A questi fondi può essere attribuito un valore storico-culturale in quanto custodiscono la memoria dei diversi consorzi e delle loro attività e certamente sono testimonianza della storia e della cultura dell’epoca in cui furono prodotti; dimostrano infatti il cambiamento culturale di una regione che acquisisce consapevolezza della salute ambientale della montagna, fattore garante della sicurezza degli insediamenti.

L’archivio è ora dotato di comodi mezzi di corredo (schedatura e catalogo) e può essere consultato su richiesta nella sua nuova sede presso l’ ex Casa Comunale di Pambio-Noranco.

Gran parte della documentazione fotografica è stata digitalizzata ed è consultabile anche presso l’Archivio di Stato a Bellinzona.